Maria Rita Chirieleison - Emozioni come segreto della felicità

Data: 2022-08-18 15:20:53 - Categoria: Articoli 


Maria Rita Chirieleison - Emozioni come segreto della felicità






Presentazione

Ho letto attentamente le poesie di Rita Chirieleison che considero una poetessa in un certo senso di matrice “crepuscolare” per il suo modo di “cantare” le “cose” del “quotidiano” con semplicità e con quella giusta dose di “malinconia” del tempo andato.

Questo "crepuscolarismo", come situazione di spegnimento, o predominanza di toni tenui e smorzati da una malinconia persistente, è però da Rita riscattato dal bisogno di confessione, dal rimpianto per ciò che la vita le ha negato o tolto, rifugiandosi nei “luoghi conosciuti dell'anima per vincere la sua debolezza nei confronti di quel tempo, che procede inesorabile, e a cui non cessa mai di ribellarsi.
Se dovessi associare la poesia della Nostra ad un autore, la accosterei a Marino Moretti per il quale, è risaputo, la poesia nasce sempre dal contrasto fra le cose e i sentimenti, fra il mondo esterno e il mondo interno.

Questo è un tratto distintivo della poesia di Rita, che emerge chiaramente dalle situazioni ricorrenti attinte per lo più dal piccolo mondo della sua Naso con un linguaggio articolato, grazie a un tono basso, colloquiale e un andamento poetico-discorsivo che si adegua alla semplicità della materia.

E si sa che da sempre la letteratura e la poesia riflettono non solo pulsioni ed esperienze del singolo autore che, chino sul foglio, parla silenziosamente ad un uditorio a lui ignoto; ciascun libro infatti è, al tempo stesso, frutto e specchio del mondo in cui esso stesso si inscrive.

La poesia del XX secolo ha dato vita ad una produzione che sembra essersi contraddistinta per l'avarizia dei sentimenti: un'avarizia le cui tracce sarebbero caratterizzate per la scarsità dei termini che appartengono alla sfera emozionale.

La poesia di Rita abbonda di emozioni come segreto della felicità dal momento che essa deriva dal latino poesis e dal greco poiesis, nome d'azione di poiein che ha il significato più autentico che è il “fare”, “agire”, “operare”, “creare”.

Ragion per cui lo scrivere poesie è essenzialmente costituito da un atto creativo e fattuale che si concretizza attraverso la comunicazione.

C’è pero un tratto che la contraddistingue da tutto il resto dei poeti “crepuscolari” ed è riferibile al fatto che Ella ama molto quella tradizione che veniva da costoro invece ripudiata: tradizione che in Rita è sempre presente e rende ancor più coinvolgente, per il lettore, approcciarsi alle sue poesie.

Ma c’è di più, c’è nei suoi componimenti in riferimento alla condizione letteraria per

la quale non v’è alcuna traccia di rifiuto del Sublime come concezione estetizzante dell’arte.

V’è invece la ricerca continua di quel “crepuscolo” come momento della giornata che segue il tramonto, come ora in cui, pur diffondendosi la luce tenue e morente, il poeta predilige la penombra per cantare le piccole cose di ogni giorno, gli oggetti e gli ambienti più banali, le abitudini, gli affetti come ritorno a quell’infanzia per rivivere un'esistenza semplice con lo slancio e la passione di una felicità inquieta, mai modesta.

Alla luce di queste considerazioni posso senz’altro affermare che nessuna forma di decadentismo esiste nella Chirieleison, ma di Romanticismo invece, visti i temi principali del Suo scrivere come: la religione, l’amore e la morte. Vi è una predilezione infatti per i luoghi di riflessione come, ad esempio la notte che è la fase della giornata più sottoposta a quella del vago, nel buio non si colgono i contorni delle cose. Il sentimento è infatti collegato a qualcosa di vago e l’arte romantica esamina ciò che tende all’infinito.

Tanti altri sono i rilievi da porre in evidenza della sua poesia, primo fra tutti la piacevole e suggestiva espressione linguistica, ovvero quel fascino che deriva dal sentimento di provvisorietà, di solitudine, di estraneità che la conduce alla ricerca delle origini, all’inconsapevole miraggio della felicità.

Grazie alla poesia, Rita riesce ad esprimere compiutamente il suo mondo interiore e rendersi interprete della realtà che la rende capace di comunicare e scavare nel profondo dell’anima conquistando le “ali della libertà spirituale”. 

Un altro importante rilievo del suo scrivere, sempre animato dalla passione e dalla malinconia, pone in evidenza, fra le righe, la fragile bellezza dell’amore oltre che la labile avventura dell’esistenza.

Si tratta di un messaggio da raccogliere perché la parola possa contrapporsi sempre al silenzio depositato nel profondo del suo ego; e sia in grado di schiudere la porta ai suoi versi “liberi” che diventano l’occasione per non mandare in esilio i pensieri, per non schiacciarli facendoli marcire. Senza di essi Rita, non potrebbe mai attingere dal forziere della vita.

Infine, la poesia di Rita è un veicolo di alta spiritualità; perché è vero che le sue strade sono irte di difficoltà, ma sono le uniche capaci di insegnarci l’amore, quello vero. Nel solco di queste “strade di poesia” v’è quello della vita, nel quale Ella semina la libertà, la speranza, l’altruismo, il coraggio e la pace.

Per queste ragioni, mi sento di doverla ringraziare.

                                                                                                                                                      Luigi Ruggeri