Marelli Alessia - Il padre

Data: 2013-04-28 14:48:43 - Categoria: Alfabeto Poetico 

Marelli Alessia

Il padre


Naufrago e vagabondo,
persa ogni mappa e ricordo,
viaggiatore in pensione, che ha scordato la bussola,
veterano di guerre senza nome
invalido di pace,
gli occhi saturi di stagioni già finite
e la mente corrosa,
dal tempo e le sue leggi.
L'ora malvagia si avvicina, il buio ritorna, le nubi rabbiose si schierano feroci
La tua voce pallida si fa tuono, e il silenzio scappa impaurito.
Solo io rimango, a sentir granate e respirare fumo,
in attesa che si plachi l'odio e le palme bruciate si rialzino indomite.
In mezzo alla bufera, senza più appigli nè risposte,
prego per un miracolo
che spazzi via gli spettri neri
che galleggiano nei tuoi occhi,
e mi rannicchio tra lenzuola logore,
muta e rigida, implorando la tua resa
e tremo,
e piango,
chiedendo pietà a qualche Dio di passaggio,
per far cessar la battaglia.
Quando le voci maligne si ritraggono pietose, sazie di urla e dolore
e si quietano i venti potenti,
sento i sospiri e i gemiti.
Un sussulto di infanzia si fa strada nella tua anima confusa:
"perdono"
leggo sul volto tirato,
dove gli anni impietosi hanno scavato solchi e sentieri.
Imbarazzo e vergogna.
Un timido sorriso,
da vecchio marinaio,
sfinito da tempeste troppe lunghe.
Neanche più forza di chiedere scusa.
Ma è solo una piuma solitaria che vola senza meta,
una colomba lontana, una rosa morta tra i rifiuti.
Steso sul tuo divano di illusioni,
Ignaro dei miei tremori, ridi beffardo e non vedi la paura, tra le mie ciglia spente.
Ma io grido nel mio letto di polvere, perchè sento il rombo che torna affamato per farti suo,
prima ancora che le mie piaghe si chiudano disperate
e il tuo fiato stanco si plachi rassegnato.
E so già, senza guardati il volto, che l'inferno è pronto di nuovo per un'altra apocalisse.